MUdiAC – Museo Diffuso di Arte Contemporanea di Proceno è un progetto innovativo che trasforma il borgo in un centro artistico-culturale a cielo aperto. Nato da un’idea di Ivano Goracci e del Sindaco Roberto Pinzi, il progetto prende ispirazione dal concetto di museo diffuso, nato in Italia negli anni ’70. Le opere non sono confinate tra le mura di un edificio, ma si integrano nel paesaggio urbano: nei vicoli, nelle piazze, tra scorci e prospettive del borgo. Il museo si visita liberamente, in ogni momento, senza biglietto d’ingresso. Artisti italiani e internazionali sono chiamati a reinterpretare il territorio attraverso installazioni, linguaggi visivi e narrazioni che dialogano con la storia e l’identità di Proceno.
Un progetto partecipato
MUdiAC è costruito con e per la comunità. Il museo si sviluppa grazie al coinvolgimento diretto dei cittadini: bar, botteghe, artigiani e residenti diventano parte attiva del percorso artistico. Una rete di infopoint diffusi distribuisce mappe, materiali informativi e segnaletica per guidare i visitatori. Laboratori, incontri e l’osservatorio urbano alimentano una partecipazione continua e dinamica.
Arte, identità e territorio
MUdiAC è molto più di un museo: è un luogo vivo, condiviso e in costante evoluzione. Unisce arte, memoria, innovazione e identità locale e offre un modello culturale che valorizza Proceno come riferimento artistico dell’Alto Lazio. Un progetto che fa dell’arte un motore di coesione sociale, rilancio del territorio e crescita collettiva.
Le opere: tappe di un racconto
Ogni opera rappresenta una soglia narrativa lungo il cammino:
Il Lucumone Porsenna – Enrico Menegatti
Rielaborazione del mito etrusco attraverso materiali naturali: il viaggio e la memoria si incarnano nel legno, simbolo di trasformazione e radicamento.
Stessa Pianta – Luca Calamai
Allegoria dell’umanità unita da un’origine comune: fragilità e appartenenza espresse attraverso una scultura che unisce corpo e natura.
Il Pellegrino – Gabriele Diversi
Figura archetipica del viandante contemporaneo: identità, migrazione e ricerca interiore si fondono in una presenza totemica.
Identità Collettiva – Marcello del Prato
Opera partecipativa che trasforma la comunità in immagine: il volto del borgo nasce dalle impronte dei suoi abitanti.
Aglio Rosso – Roberto Pulvano
Connessione tra tradizione agricola e spiritualità del cammino: la memoria della terra diventa simbolo identitario.
La fatica diventa forza… – Luca Lombardelli
Il pellegrinaggio come trasformazione interiore: il cammino è resistenza, speranza e crescita spirituale.
Viandante – Daniele Del Sette
Visione poetica del pellegrino: il viaggio come esperienza contemplativa e rito esistenziale.
Porta del Cielo – Marco Celentani
Installazione-soglia che invita a una percezione spirituale del paesaggio: il sacro è già presente nel quotidiano.
Bikoh – Roberto Forlini
Figura simbolica tra umano e animale: riflessione ecologica e invito all’ascolto della natura.
Le Parole di Atlas – Paolo Martellotti
Dialogo tra terra e cielo: l’opera diventa architettura simbolica del cammino e della memoria.
Orma – Pietro Simonelli
Il piede come archetipo del viaggio: traccia fisica e spirituale del passaggio umano.
Folletti – Romeo Battisti
Creature simboliche del limite: il cammino come confronto con paure e trasformazioni interiori.
Carro della Pace – Luigi Fondi
Monumento civile: da simbolo di guerra a messaggio universale di pace e responsabilità collettiva.
Uni – Alice Pasquini
Figura femminile archetipica: il cammino come esperienza di trasformazione personale e collettiva.
Meridiana – Simone Bartolini
Incontro tra arte e scienza: il tempo del cammino si lega al ritmo cosmico.
All’imbrunir il brusìo si chéta – Ilaria Di Biagio
Progetto fotografico partecipativo: il paesaggio si racconta attraverso memoria, comunità e natura.
La porta dell’Arte – Riccardo Sanna
Soglia simbolica del percorso: attraversare l’arte come esperienza di trasformazione.
I sorrisi di Proceno – Roberto Ridi
Intervento fotografico partecipativo che trasforma la comunità in protagonista: i volti degli abitanti diventano memoria viva e racconto collettivo, restituendo identità e appartenenza attraverso il gesto universale del sorriso.
Mosaico di Gerico – Pietro Simonelli
Installazione ceramica ispirata al fiore della resurrezione: simbolo di resilienza e rinascita, accompagna il passaggio del pellegrino in uno spazio liminale tra luce e oscurità, natura e spiritualità.
Il banchetto – Claudio Ronca
Scena conviviale in ceramica che celebra l’ospitalità come valore fondante: il nutrirsi insieme diventa metafora universale di comunità, condivisione e memoria collettiva.
Rinascita Francigena – Angelo Russo
Scultura simbolica della trasformazione interiore: la farfalla, tra acciaio e luce, rappresenta il cammino come elevazione spirituale e rinascita personale lungo la Via Francigena.
Intreccio – Marcello del Prato
Murale che esplora il rapporto tra uomo e paesaggio: una figura sospesa tra tensione e abbandono diventa metafora di un’identità in dialogo con la natura e il proprio destino.
Lo sguardo che accoglie – Ivano Goracci
Un volto infantile affacciato alla finestra incarna l’accoglienza: lo sguardo diventa gesto simbolico di ospitalità, memoria e continuità tra chi attraversa e chi abita il luogo.
Il volto di Porsenna – Ilaria Giulianelli
Rielaborazione contemporanea del mito etrusco: il ritratto del lucumone diventa icona identitaria, intreccio di storia, leggenda e appartenenza territoriale.
…di passaggio – in passing – Michele Panfoli
Scultura sul tema del viaggio come trasformazione: materia e luce dialogano in una forma sospesa che invita a riflettere sull’identità, il movimento e l’incontro tra culture.